domenica 20 febbraio 2011

Cavatappi

Apparve nell’alba, aveva in mano un cavatappi enorme, metallico.
-Dove cazzo l’hai preso?
-È l’unico che ho trovato uscendo.
Aprì la bottiglia in via Sant’Ottavio, bevemmo in cammino, tra i passanti assonnati. Qualcuno ci guardava stupito, altri offesi: genitori coi bambini, li portavano a scuola. Arrivammo un po’ sbronzi all’autogestione,
là ci dividemmo, rossi in volto, immersi in nuvole banali di rumore.
Semplicemente, ogni cosa era priva di senso: non chiedeva di averne.

martedì 15 febbraio 2011

Ritratto VI: ritratto di coppia, Palla-di-lana & Il-signor-direttore

Ogni sacrosanta mattina
Alla stessa ora
Il signor direttore ferma la sua automobile a un semaforo, presso il quale mendica una vecchia tracagnotta e coperta di lana.
A quindici metri netti dalle strisce –quindici metri
Ogni sacrosanta mattina- il signor direttore aziona
Premendo un pulsante
Il dispositivo che chiude tutte le porte della sua macchina.
Il signor direttore, nel fiore degli anni, ben nutrito e vestito e stipendiato e riscaldato (da biancheria ed affetti), dotato di casa, carriera sicura, amici irreprensibili, e un mucchio di sacrosante convinzioni progressiste (che, detto tra noi, gli facilitano la vita oltremisura)
Ha
Evidentemente
Paura
Di una vecchia palla di lana imbevuta di pioggia fredda, in piedi alle sette del mattino, sola al suo semaforo in mezzo a mandrie di automobili corazzate di metallo insensibile e gelido.
Palla di lana la quale ha la massima pretesa di ricevere qualche moneta per un pezzo di pane, per di più.
Io non me lo spiego, voi?