Una volta ho preso il tram;
era settembre, cadeva una pioggia gentile;
c’era una ragazza col giubbotto di pelle, i capelli biondi corti un po’ tinti di rosso;
il mio giubbotto non era di pelle, lo era bensì la custodia del basso;
io le ho sorriso, non so bene perché;
stavo ascoltando “So What”, è un pezzo di Miles Davis, chi l’ha sentito
credo possa capire
che sorridere veniva naturale;
ma credo che il significato del sorriso fosse anche
“sei una bella ragazza, mi piaci”;
lei se n’è accorta, e lei pure ha sorriso;
un sorriso impalpabile, minimo, appena accennato, ma un sorriso pur sempre;
poi sono sceso, mentre il tram era fermo la potevo ancora vedere, dal finestrino:
e l’ho ancora guardata e ho sorriso
e lei pure, e adesso per davvero –cioè, un sorriso vero, coi denti;
E mi ha guardato curiosa
Come non capisse
Ma sorrideva.
Caro chiunque che arrivi qua cercando Tasso o Bachtin: se ne hai voglia, leggi l'"Avvertenza"
domenica 26 dicembre 2010
sabato 25 dicembre 2010
Volti (18-12-10)
Mi sono stancato del vuoto, del rum, del freddo, del sonno
Degli accordi sfasati
Di facce e impressioni
Che mi seguono ovunque.
E dei tuoi occhi feroci
E di non sapere chi sei.
Mi sono stancato dell’immondizia e del fuoco, degli scudi della celere
E dei volti estenuati
Che vedo ogni giorno.
Già, mi sono stancato dei volti
Sono ingannevoli
Vorrei vederli di dentro.
Degli accordi sfasati
Di facce e impressioni
Che mi seguono ovunque.
E dei tuoi occhi feroci
E di non sapere chi sei.
Mi sono stancato dell’immondizia e del fuoco, degli scudi della celere
E dei volti estenuati
Che vedo ogni giorno.
Già, mi sono stancato dei volti
Sono ingannevoli
Vorrei vederli di dentro.
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